Era Neozoica o quaternaria

(da 2 milioni di anni fa ad oggi)

Milioni di anni fa Derivazione dei nomi dei periodi Fossili Orogenesi
N
e
o
z
o
i
c
o
Olocène Da 10000 anni fa ad oggi dal greco hólos, tutto intero, e kainós, nuovo, recente: “completamente recente”

australopiteci

Alpino - Himalayano

non ancora terminata

Pleistocène 2 dal greco pléistos, moltissimo, e kainós: “moltissimo recente”.
Era Cenozoica + di 2

Il suo nome significa nuovo animale e comprende il Pleistocene e l’Olocene. I suoi terreni non hanno il tetto. L’avvenimento più importante del Quaternario è dato dalle drastiche variazioni climatiche che hanno portato al diffondersi delle grandi glaciazioni. Si manifestano abbassamenti del livello marino, dette oscillazioni del livello eustatico. Nei periodi interglaciali il mare tornava ad avanzare (ingressioni marine) con manifesti depositi relativi ad ogni trasgressione. L’alternanza dei climi porta a una corrispondente alternanza biologica. In particolare l’ultima glaciazione ha visto la diffusione dei giganteschi mammut, dei rinoceronti pelosi, degli orsi delle caverne, specie che sono scomparse con il ritorno di condizioni climatiche più temperate.

Pleistocene: Il termine deriva dal greco e significa letteralmente moltissimo recente. Si formano i depositi morenici dell’America del Nord, del Nord Europa, ecc. In Italia nascono gli anfiteatri morenici prealpini. Il Pleistocene termina con la glaciazione di Würm. L’avanzata dei ghiacciai stabiliscono ponti tra Asia e America e in Insulindia. Compare l’uomo attuale accanto a mammiferi ormai molto diffusi tra cui equidi e bovidi. Durante le glaciazioni le foreste di conifere giungono fino Mediterraneo; i periodi interglaciali spingono in Europa specie di climi caldi (ippopotami, antilopi, leoni, ecc.).
Ricostruzione dell’aspetto della nostra penisola nel corso dell’ultima glaciazione: grandi ghiacciai ricoprono le Alpi, mentre risultano emerse anpie zone, in seguito nuovamente ricoperte dal mare. (In tratteggio la linea di costa attuale.

Olocene: Il termine deriva dal greco e significa tutto recente. E’ il periodo in cui viviamo e continua tutt’ora. Il Mar baltico, prima in comunicazione con l’oceano Artico, diventa poi un lago; assume infine l’aspetto attuale. Si formano lo stretto di Gibilterra e quello di Messina; i “ponti intercontinentali” vengono sommersi dalle acque; le coste assumono l’aspetto attuale. Si costituiscono gli attuali ceppi umani; l’uomo scopre l’agricoltura, l’allevamento e infine la metallurgia. Ha inizio l’attuale civiltà. La flora e la fauna si adattano al nuovo ambiente: scompaiono le antiche specie di animali (mammut, macairodus, smilodon, ecc.) nelle regioni boreali le nuove foreste di conifere e di latifoglie sostituiscono le antiche foreste di sole conifere.
Ricostruzione di Elephas primigenius, il mammut dalle forti zanne ricurve e dal folto vello. Alto circa 3 m, si era adattato ai climi freddi europei delle glaciazioni pleistoceniche, preferiva gli ambienti di tundra. Nel suo stomaco sono stati rinvenuti resti di betulle, conifere e alti vegetali d’ambiente a clima rigido.Scomparve dopo l’ultima glaciazione, durante la quale si era spinto a sud, fino in Italia.
Scheletro di un giovane australopiteco di 20 anni, vissuto 3,5 milioni di anni fa. Questi resti, che hanno permesso di ricostruire con grande dettaglio l’anatomia degli australopitechi, sono stati ritrovati, insieme ad altre preziosi testimonianze fossili, nella regione dell’Afar, in Etiopia.